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domenica 2 dicembre 2012

A Vicenza, Confindustria e Cisl convergono

L'altra sera ho moderato una interessantissima tavola rotonda in occasione della Formazione alla Cittadinanza Resposanbile di Thiene, sul tema "Quale lavoro per i giovani?Prospettive per creare lavoro", tra Giorgio Xoccato, vicepresidente di Confindustria Vicenza e Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Vicenza.
Hanno iniziato il dibattito presentando alcuni dati, più o meno noti, della difficile situazione occupazionale dei giovani. In Italia abbiamo il 36% di disoccuapzione, anche se in Veneto si parla di valori molto più bassi. Ancora oggi in Veneto il tasso di disoccupazione è di circa il 5-6% rispetto alla media nazionale del 10-11%. Nonostante questo nella nostra regione nel 2012, ha riferito Refosco, hanno chiuso 3580 piccole aziende (sotto i 15 dipendenti), rispetto alle 3200 del 2011.
Anche Xoccato ha confermato i dati negativi, ma entrambi hanno sottolineato importanti conmvergenze sulle politiche del lavoro. "Oggi dobbiamo lavorare insieme per cercare e trovare nuove soluzioni".
Refosco ha invitato a pensare 'oltre la crisi' e ha elencato alcune idee su cui lavorare:
- migliorare il percorso scuoila-lavoro,
- sostenere le forme di apprendistato,
- valorizzare il territorio, come fucina di imprese e laboratorio di strt up,
- pensare strumenti com il patto provinciale sul lavoro,
- inventare flessibilità di orario di lavoro per favorire nuove assunzioni,
Xoccato ha sottolineato il "nostro nanismo imprenditoriale" che nel passato ha dato molti frutti ma ora bisogna ripensarlo, creare un "sistema paese per l'internazionalizzazione".
Entrambi hanno sottolineato l'importanza di premiare il merito dei lavoratori.
Una soluzione, iniziata con il nuovo Accordo sulla produttività, è quello di "abbassare la quota di salario fisso e rendere elestica la parte aggiuntiva legata ai risultati, alla produttività, trovando, però, un accordo obiettivo di valutazione, altrimenti si rischia la strumentalizzazione e la soggettività dei cirteri di premiazione".

mercoledì 13 giugno 2012

Anticorruzione: l'Italia ha ancora paura di essere credibile e onesta?

Franco NARDUCCI, Vicepresidente della III Commissione ha detto ieri, davanti all'assemblea della camera, che "l'Italia ha sottoscritto la Convenzione del Consiglio d'Europa già il 27 gennaio 1999, ma nessun Governo ha poi dato seguito alla ratifica". Anche se lo scorso 14 marzo è stao approvarto in Senato la ratifica e l'esecuzione della Convenzione, ma non è ancora legge. E' già abbastanza triste sentire dire queste cose. Sembra che combattere la corruzione  nel nostro Paese sia troppo rischioso, si vadano a ledere interessi di parte. Molto meglio lasciare languire una società civile sotto i colpi meschini di affaristi e 'furbetti' che fanno della stretto spazio tra illegalità e legalità il loro ambiente vitale. Sempre Narducci ha sottolineato che questa Convenzione è "strumento ambizioso, volto a coordinare la penalizzazione di un gran numero di pratiche di corruzione, di cui l'Italia ha senz'altro grande bisogno e da cui potrebbe trarre profitto la tutela della legalità a tutti i livelli".
il primo passo al Senato è stato compiuto ma la strada e i veti incrociati da parte di alcune forze politiche, soprattutto del PdL, non farebbero ben sperare. Solo la determinazione del ministro Paola Severino, sembrano dare una certezza dei tempi e del contenuto.
L'articolo 10 sulla ineleggibilità è un nervo scoperto che suscita l'oposizone di chi? di chi ha paura dell'onestà? di chi ha paura di essere onesto e trasparente?
Ma occorreva la fiducia per fare approvare un testo che ci mette su una buona strada per la correttezza dei ruoli e dei rapporti tra istituzioni e privati, per dare credibilità al paese ed attirare gli investitori stranieri?

giovedì 7 giugno 2012

Basta con la vecchia politica.....

Ennesimo 'colpo basso' della buona vecchia politica!!difesa ad oltranza del deputato di turno (in questo caso De Gregorio) e spartizione delle cariceh alle autorità di garanzia.
La giustificazione è che "la politca deve essere autonoma", ma autonomia non signifca coprire le schifezze più offensive del merito e della trasprenza. Perchè nessun buon politico, neanche quelli che applaudono ogni volta che papa Benedetto XVI o il cardinale Bagnasco chiede 'politici impegnati e onesti', neanche quei cattolici che amano farsi belli delle amicizie in vaticano, o nei salotti della Roma papalina.
Tutti sono a gridare contro Grillo e i grillini....ma nessuno fa nulla per dare segni di vera novità e svolta verso una politica di bene comune.

lunedì 4 giugno 2012

Basta col vecchio nel PdL, è ora di cambiare!

Ho deciso di cambiare stile e condividere le mie personalissime opinioni (e per questo molto opinabili) sulle cose e le persone che incontro, conosco, ascolto.
Ho letto sul blog del PdL di Vicenza, che c'è stato un incontro nella capitale per il futuro del PdL.
Io peson che il partito di Berlusconi debba essere 'rifondato' e non solo rinnovato.
Mi sono sempre ritrovato nel centro destra moderato, ma ora hanno perso la più elementare credibilità politica (oltre che personale in alcuni casi).
La scuola del PdL di Roma che ho frequentato l'anno scorso mi ha fatto conoscere tante perosne e idee molto interessanti, che ora non ritrovo più.
I vertici hanno perso 'contatto' con la realtà della gente, del popolo. E la sovranità del popolo non va sbandierata solo quando fa comodo; ora il popolo, dove la terribile 'debacle' delle amministrative2012, ha chiesto di CAMBIARE!!!non dare una spolveratina, ma voltare pagina sul modo di fare politica e di chi fa politica.

giovedì 16 febbraio 2012

Mario Monti ottiene l'appoggio di Obama

Mario Monti è tornato ancora più forte dopo il suo viaggio negli Stati Uniti. Ha incassato un fondamentale appoggio per la sua azione politica in Italia dal Presidente  Barack Obama e da tanti altri esponenti della finanza e dell’economia americana.  Ci teneva ad avere il sostegno della nazione più potente del mondo e del centro economico-finanziario del globo. Monti sta lottando con tenacia e abilità a far recuperare all’Italia la credibilità perduta in questi ultimi anni. non è certo colpa solo di Berlusconi, ma di decenni di inutile spesa pubblica, di sprechi dello Stato, di lentezza burocratica, di ingerenza dello stato nel mercato che hanno progressivamente appesantito il debito pubblico e rallentato la crescita economica. Ora non solo l’Italia ha un valido leader ma anche l’Europa, come ha indicato e auspicato la copertina del Time, http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,2106512,00.html . La sua fama e il suo prestigio sono stati riconosciuti dallo stesso presidente Barack Obama alla Casa Bianca http://topics.nytimes.com/top/news/international/countriesandterritories/italy/index.html ma anche degli uffici di Wall Street http://online.wsj.com/article/SB10001424052970203315804577209341047730830.html .
In pochi mesi, circa tre, ha saputo dare una sferzata alla vita politica, economica e sociale del nostro paese. L’azione del suo governo, maturata con il corale consenso degli altri ministri che hanno lavorato con organicità e sinergia, sta cambiando l’Italia. Gli italiani si stanno abituando a fatica ad avere un governo che decide in tempi brevi e con assoluta competenza le azioni da realizzare. È vero che è un governo tecnico, nel senso che no è stato votato dai cittadini, ma è stato chiamato proprio per sistemare la drammatica e grave situazione economica e politica del paese. Le liti e i veti incrociati delle lobby hanno bloccato l’Italia.
La speculazione finanziaria ha puntato su di noi fin da questa estate aumentando progressivamente gli attacchi fino a portare al 7% gli interessi sui btp decennali e lo spread su quello tedesco oltre i 500 punti, una soglia fortemente critica vicina al default nazionale. Già l’ambasciatore americano David Thorne aveva speso parole di elogio per «l'azione del Governo Monti, che in pochi mesi ha messo in atto misure importanti per riportare i conti pubblici sotto controllo» e si è augurato che in tutta l'Europa «si creino le premesse per la crescita, perché l'austerity da sola non basta». http://24o.it/12agE1.
L’Italia ha una grande storia e una grande responsabilità nel portare avanti con fermezza l’ambizioso progetto dell’Unione Europea. La storia non è ancora compiuta perché, come disse Cavour nel 1870, “dopo aver fatto l’Italia occorre fare gli italiani”. Qualcosa di serio sta avvenendo. Ci sono segnali di una atteggiamento di verso la corruzione, la necessità civica di pagare le tasse, di cercare il merito nella carriera lavorativa e competenza nella professione.

lunedì 12 dicembre 2011

Indice di corruzione: Italia pessima posizione (69°)

La corruzione continua ad affliggere troppi paesi nel mondo, secondo l' Index di Transparency International Corruption Perceptions 2011, pubblicato recentemente. Esso mostra che alcuni governi non riuscono a proteggere i cittadini dalla corruzione, dall'abuso delle risorse pubbliche, dalla reticenza decisionale.Transparency International ha avvertito che le proteste in tutto il mondo, spesso alimentate dacorruzione e instabilità economica, mostrano chiaramente che i cittadini sentono i loro leader ele istituzioni non sono né trasparenti né abbastanza responsabili."Quest'anno abbiamo visto la corruzione sui banner dei manifestanti sia dei paesi ricchi o poveri. Mentre
 l'Europa  è colpita dalla crisi del debito e il mondo arabo ha iniziato una nuova era politica, i leader devono ascoltare le richieste di un migliore governo ", ha detto Huguette Labelle, presidente di Transparency Internazionali.La percezione della corruzione Index 2011: I risultatiL'indice dei punteggi  di 183 paesi e territori da 0 (molto corrotto) a 10 (molto pulito) inbase ai livelli di percezione della corruzione nel settore pubblico. Esso utilizza i dati provenienti da 17 studi che guardano fattori come l'applicazione delle leggi anti-corruzione, l'accesso alle informazioni e i conflitti di interesse.Due terzi dei paesi classificati hanno un punteggio inferiore a 5.Nuova Zelanda è al primo posto, seguita da Finlandia e Danimarca. Somalia e Corea del Nord(Incluse nell'indice per la prima volta), sono gli ultimi.

Italia, al 69 posto, non brilla per trasparenza. troppo poco è stato fatto e tano c'è ancora da fare. L’Italia ottiene anche quest’anno una valutazione molto negativa, identica a quella dell’anno passato, di 3,9 su 10 collocandosi al 69° posto su 183 e al quartultimo posto in Europa, davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria.
“In questo periodo più che mai - dichiara la presidente di Transparency International Italia (TI-It), Maria Teresa Brassiolo – è necessario che tutte le forze politiche, le Istituzioni, il mondo imprenditoriale e la società civile si uniscano e lavorino insieme per raggiungere un obiettivo preciso: abbattere il livello di corruzione nel nostro Paese, diminuendo così i costi pubblici e quindi il debito, liberando allo stesso tempo risorse essenziali per quell’economia virtuosa che investe e crea lavoro certo e dignitoso. Un concreto ed efficace contrasto alla corruzione deve essere inserito come priorità assoluta per lo sviluppo”.
"Il 2011 ha visto il movimento di una maggiore trasparenza assumere uno slancio irresistibile, comecittadini di tutto il mondo una domanda di responsabilità da parte dei loro governi. L'alto punteggio di alcuni
 paesi dimostra che gli sforzi compiuti nel corso del tempo per migliorare la trasparenza può, se sostenuto, avere successo e beneficio per la gente ", ha detto Transparency International Managing Director,Cobus de Swardt.La maggior parte dei paesi arabi, nonostante la Primavera araba, hanno il rango nella metà inferiore dell'indice, punteggio inferiore a 4. Prima della primavera araba, un rapporto di Transparency International sulla regione aveva avvertito che nepotismo, corruzione e clientelismo erano così profondamente radicati nella vita quotidiana che anche le recenti leggi anti-corruzione ha avuto poco impatto.Paesi della zona euro che soffrono la crisi del debito, in parte a causa del fallimento delle autorità pubbliche ad affrontare la corruzione e l'evasione fiscale che sono importanti fattori di crisi del debito, hanno tra ipiù basso punteggio paesi dell'UE.Transparency International è l'organizzazione mondiale della società civile che porta la lotta contro la corruzionePer le tabelle completa graduatoria e regionale, visitare il sito: www.transparency.org / cpi

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martedì 15 novembre 2011

Dimissioni di Berlusconi: una sconfitta della politica

Le dimissioni di Berlusconi sono un segno di sconfitta e debolezza di tutta la classe politica italiana. Il sistema politico italiano è un sistema parlamentare, per cui solo il Parlamento può giustificare la nomina o le dimissioni del Primo Ministro. Il Capo dello Stato ha il ruolo di garante dell'unità nazionale e il rispetto per le legittime aspirazioni e le funzioni dei tre poteri dello Stato moderno. La situazione dei giorni precedenti eè stata molto insolita per la nostra storia politica: un presidente del Consiglio che non è stato sfiduciato dal Parlamento ma dai mercati internazionali. Un Presidente che non è riuscito a tenere il passo con le pressioni internazionali economiche e finanziarie. Berlusconi, un imprenditore di successo e un grande comunicatore, non è riuscito a trovare un modo per attuare le riforme fondamentali del nostro paese. Pur dichiarando la sua linea liberale e popolare e avendo una larga maggioranza parlamentare, non è stato in grado di realizzare quelle riforme del mercato del lavoro, dell'impresa, della concorrenza e fiscali che avrebbe dato all'Italia  una spinta fondamentale per lo sviluppo e la crescita . La crisi ha colpito duramente la zona euro, senza distinzione, ma il Bel Paese è stato vittima di interessi di parte, lobby nascoste e incapacità dei suoi ministri di effettuare il "bene del paese" con entusiasmo, convinzione e secondo una mentalità da "veri uomini di Stato ".Ma le dimissioni di Berlusconi e la nomina di un "esperto tecnico" come Mario Monti, mostrano l'incapacità di un'intera classe di formulare e costruire una alternativa politica. L'opposizione di centro-sinistra e il cosiddetto terzo polo non sono stati in grado di creare un fronte unico e alternativo. Hanno sempre criticato e accusato Berlusconi di incompetenza e miopia, ma senza produrre una politica e una coerenza parlamentare. Non hanno avuto il coraggio e la forza di assumersi la responsabilità di guidare il paese in questa fase molto difficile e critica. Nominare un governo di transizione significa lasciare ad altri la responsabilità di scelte dolorose e impopolari. La stessa lettera inviata dall'Unione europea non ha trovato una risposta unita e piena da parte dell'opposizione parlamentare. Sapremo come la classe politica italiana risponderà al programma del futuro governo Monti. Speriamo che le riforme per la modernizzazione e la crescita d'Italia siano attuate presto, bene e in profondità.