Ho deciso di cambiare stile e condividere le mie personalissime opinioni (e per questo molto opinabili) sulle cose e le persone che incontro, conosco, ascolto.
Ho letto sul blog del PdL di Vicenza, che c'è stato un incontro nella capitale per il futuro del PdL.
Io peson che il partito di Berlusconi debba essere 'rifondato' e non solo rinnovato.
Mi sono sempre ritrovato nel centro destra moderato, ma ora hanno perso la più elementare credibilità politica (oltre che personale in alcuni casi).
La scuola del PdL di Roma che ho frequentato l'anno scorso mi ha fatto conoscere tante perosne e idee molto interessanti, che ora non ritrovo più.
I vertici hanno perso 'contatto' con la realtà della gente, del popolo. E la sovranità del popolo non va sbandierata solo quando fa comodo; ora il popolo, dove la terribile 'debacle' delle amministrative2012, ha chiesto di CAMBIARE!!!non dare una spolveratina, ma voltare pagina sul modo di fare politica e di chi fa politica.
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lunedì 4 giugno 2012
martedì 15 novembre 2011
Dimissioni di Berlusconi: una sconfitta della politica
Le dimissioni di Berlusconi sono un segno di sconfitta e debolezza di tutta la classe politica italiana. Il sistema politico italiano è un sistema parlamentare, per cui solo il Parlamento può giustificare la nomina o le dimissioni del Primo Ministro. Il Capo dello Stato ha il ruolo di garante dell'unità nazionale e il rispetto per le legittime aspirazioni e le funzioni dei tre poteri dello Stato moderno. La situazione dei giorni precedenti eè stata molto insolita per la nostra storia politica: un presidente del Consiglio che non è stato sfiduciato dal Parlamento ma dai mercati internazionali. Un Presidente che non è riuscito a tenere il passo con le pressioni internazionali economiche e finanziarie. Berlusconi, un imprenditore di successo e un grande comunicatore, non è riuscito a trovare un modo per attuare le riforme fondamentali del nostro paese. Pur dichiarando la sua linea liberale e popolare e avendo una larga maggioranza parlamentare, non è stato in grado di realizzare quelle riforme del mercato del lavoro, dell'impresa, della concorrenza e fiscali che avrebbe dato all'Italia una spinta fondamentale per lo sviluppo e la crescita . La crisi ha colpito duramente la zona euro, senza distinzione, ma il Bel Paese è stato vittima di interessi di parte, lobby nascoste e incapacità dei suoi ministri di effettuare il "bene del paese" con entusiasmo, convinzione e secondo una mentalità da "veri uomini di Stato ".Ma le dimissioni di Berlusconi e la nomina di un "esperto tecnico" come Mario Monti, mostrano l'incapacità di un'intera classe di formulare e costruire una alternativa politica. L'opposizione di centro-sinistra e il cosiddetto terzo polo non sono stati in grado di creare un fronte unico e alternativo. Hanno sempre criticato e accusato Berlusconi di incompetenza e miopia, ma senza produrre una politica e una coerenza parlamentare. Non hanno avuto il coraggio e la forza di assumersi la responsabilità di guidare il paese in questa fase molto difficile e critica. Nominare un governo di transizione significa lasciare ad altri la responsabilità di scelte dolorose e impopolari. La stessa lettera inviata dall'Unione europea non ha trovato una risposta unita e piena da parte dell'opposizione parlamentare. Sapremo come la classe politica italiana risponderà al programma del futuro governo Monti. Speriamo che le riforme per la modernizzazione e la crescita d'Italia siano attuate presto, bene e in profondità.
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