Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Confindustria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Confindustria. Mostra tutti i post

domenica 2 dicembre 2012

Renzo Rosso di Diesel: una fondazione per l'Africa

Ho avuto la fortuna di incontrare Renzo Rosso, il 'mitico' fondatore della Diesel, colozzo mondiale dei jeans e dell'abbigliamento. Mi ha ospitato nel suo bellissimo studio della sede di Breganze, mettendomi a mio agio immediatamente. E' un tipo davvero semplice, alla mano, molto intelligente e 'svelto'. A ragione guida una delle migliori aziende italiane e un classico esempio di veneto-vicentino che è partito dal nulla per diventare un leader mondiale.
Ho presentato il mio progetto-intervista alla Confindustria Vicenza, con la sua rivista "Industria vicentina", e ho realizzato questa estate l'intervista qui di seguito.
In quella occasione stavano presentando ai dipendenti interni la stagione autunno-inverno...ma ho solo potuto dare una sbirciatina senza approfondire le novità.
Mi hanno accolto alla grande e anche fatto un giro per la nuova sede, totalmente ecosostenibile e 'green', in mezzo al verde e alla luce.
La trovate sul numero 2 di Luglio 2012.
Qui di seguito un assaggio...
 
Le aziende che producono ricchezza devono redistribuire i loro profitti anche in ambito sociale, non solo nel proprio business. Credo che debbano restituire al territorio quello che in qualche

modo ricevono”. La originalità e il pragmatismo di Renzo Rosso, il fondatore della Diesel, si dimostra anche nella visione chiara del “fare affari”. La sua idea nasce da un radicamento nel territorio e nella più genuina tradizione artigianale e culturale veneta, per cui quello che si riceve bisogna restituirlo e quello che si ottiene con fatica e assiduo lavoro non ci appartiene in tutto e per tutto, va in qualche modo condiviso e restituito. Per questo spirito di attenzione e sensibilità al sociale


senza tante formalità e alchimie burocratiche, il


vulcanico Renzo Rosso ha deciso di creare una

fondazione che raccoglie parte dei proventi

economici della Diesel e degli altri brand del

gruppo per farli confluire nella fondazione


Only the brave




 
 

A Vicenza, Confindustria e Cisl convergono

L'altra sera ho moderato una interessantissima tavola rotonda in occasione della Formazione alla Cittadinanza Resposanbile di Thiene, sul tema "Quale lavoro per i giovani?Prospettive per creare lavoro", tra Giorgio Xoccato, vicepresidente di Confindustria Vicenza e Gianfranco Refosco, segretario generale di Cisl Vicenza.
Hanno iniziato il dibattito presentando alcuni dati, più o meno noti, della difficile situazione occupazionale dei giovani. In Italia abbiamo il 36% di disoccuapzione, anche se in Veneto si parla di valori molto più bassi. Ancora oggi in Veneto il tasso di disoccupazione è di circa il 5-6% rispetto alla media nazionale del 10-11%. Nonostante questo nella nostra regione nel 2012, ha riferito Refosco, hanno chiuso 3580 piccole aziende (sotto i 15 dipendenti), rispetto alle 3200 del 2011.
Anche Xoccato ha confermato i dati negativi, ma entrambi hanno sottolineato importanti conmvergenze sulle politiche del lavoro. "Oggi dobbiamo lavorare insieme per cercare e trovare nuove soluzioni".
Refosco ha invitato a pensare 'oltre la crisi' e ha elencato alcune idee su cui lavorare:
- migliorare il percorso scuoila-lavoro,
- sostenere le forme di apprendistato,
- valorizzare il territorio, come fucina di imprese e laboratorio di strt up,
- pensare strumenti com il patto provinciale sul lavoro,
- inventare flessibilità di orario di lavoro per favorire nuove assunzioni,
Xoccato ha sottolineato il "nostro nanismo imprenditoriale" che nel passato ha dato molti frutti ma ora bisogna ripensarlo, creare un "sistema paese per l'internazionalizzazione".
Entrambi hanno sottolineato l'importanza di premiare il merito dei lavoratori.
Una soluzione, iniziata con il nuovo Accordo sulla produttività, è quello di "abbassare la quota di salario fisso e rendere elestica la parte aggiuntiva legata ai risultati, alla produttività, trovando, però, un accordo obiettivo di valutazione, altrimenti si rischia la strumentalizzazione e la soggettività dei cirteri di premiazione".