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sabato 9 aprile 2011
i repubblicani americani contro l'aborto, frenano il budget Usa
Il famaso deadline per l'amministrazioone Obama di venerdi notte per approvare la "finanziaria" delli States si era impantanata fino all'ultimo minuto perchè i repubblicani americano non volevano finanziare le pratiche abortive, anzi introdurre misure più restrittive, in particolare l'obbligo anche di far sentire tramite ultrasuoni la 'voce' del feto ai genitori per dissuderli dall'aborto. Direi che è stato un bel motivo per tenere sulle spine l'amministrazione democratica. L'aborto va condannato sempre ed evitato fino all'ultimo, ma è anceh vero che il 'shutdown' di tutta l'amministrazione avrebbe creato tantissimi seri problemi agli imiegati statali e indirettamente a tante altre famiglie. Non è facile la scelta, per fortuna alla fine hanno trovato un accordo generale per evitare il congelamentoe dell'amministrazione. L'Herald Tribune ha parlato di ideologia che minaccia il budget Usa, ma credo proprio che non sia solo ideologai, c'è molto di più di mezzo.
giovedì 7 aprile 2011
LOTTA ALLA POVERTA’: ITALIA, MAGLIA NERA DEGLI AIUTI
Si ripete una triste 'abitudine' della miope politica estera italiana. Aggiungo ad un mio precedente articolo, scritto per FareFuturo http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?ImgPath=immagini/Foto , la ennesima conferma che non riusciamo a capire quanto è importante la cooperazione internazionale per la crescita e lo sviluppo economico del nostro paese. Si pensa sempre che cooperare significhi "fare la carità"?I nostri 'illuminati' politici non riescono a comprendere l'importanza di essere protagonisti attivi e di "peso" nella scena mondiale? ecco l'ultimo comunicato stampa della rete Cini, I dati preliminari sullo stato dell’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Italia, appena fatti circolare dall’OCSE, sono la dimostrazione del drammatico stato in cui versa la cooperazione allo sviluppo nel nostro Paese. L’aiuto italiano, stando ai dati forniti dall’OCSE/DAC, sarebbe scesa dallo 0,16% allo 0,15% del PIL, con una contrazione in termini reali rispetto al 2009 del 1,5%, ma del 35% rispetto al 2008.
Non solo l’Italia continua a mettere all’ultimo posto delle proprie scelte di bilancio l’aiuto pubblico allo sviluppo, ma questa scelta sta provocando l’allontanamento di tutta l’Unione Europea dagli obiettivi continentali: mentre l’aiuto UE sale del 6,7%, infatti, l’Italia si conferma fanalino di coda dei paesi dell’Unione, addirittura dopo la Grecia che, invece, nonostante le difficoltà di bilancio continua a destinare lo 0,17% de Pil all’aiuto pubblico allo sviluppo. L’aiuto pubblico del nostro Paese in termini assoluti è pari a quello del Belgio e della Danimarca.
Il contributo dell’Italia nella comunità dei Paesi OCSE donatori scende dal 3,9 % del 2008 al 2,5% nel 2010 con una contrazione del suo contributo più forte a livello UE dal 6,7% al 4,4%. Ossia l’Italia contribuisce sempre meno allo sforzo collettivo per l’assistenza allo sviluppo.
Nonostante la crisi economica pochi sono i Paesi OCSE che hanno tagliato gli aiuti. Non il Portogallo e neppure gli Stati Uniti, che hanno aumentato gli stanziamenti rispettivamente del 31,5% e del 3,5%. I Paesi che hanno ridotto l’aiuto oltre l’Italia sono stati la Grecia, l’Irlanda e la Spagna, ma, a parte la Grecia, gli altri due Paesi destinano rispettivamente lo 0,53% e lo 0,43% del loro PIL all’aiuto pubblico allo sviluppo.
L’Italia è dunque il principale responsabile dell’affondamento della credibilità europea per la cooperazione allo sviluppo, nonostante gli sforzi di quei paesi UE che hanno incrementato la quota di aiuti e di quelli che, nonostante la crisi economica, hanno mantenuto i livelli degli anni precedenti. Rispetto a quanto l’Italia si era impegnata a fare a livello europeo nel 2005, infatti, mancano attualmente all’appello 5,4 miliardi di euro: il nostro Paese è responsabile del 43% dell’ammanco europeo rispetto all’obiettivo collettivo e contribuisce al mancato rispetto delle promesse del G8 di Gleneagles del 2005 per il 43%.
Di fronte a questa drammatica situazione, diventa essenziale – così come già affermato dall’OCSE – rendere maggiormente vincolante il sistema delle promesse fatte dai governi, chiedendo loro di sostenere tali impegni con piani specifici che garantiscano l’allocazione delle risorse promesse per l’aiuto pubblico allo sviluppo.
Non solo l’Italia continua a mettere all’ultimo posto delle proprie scelte di bilancio l’aiuto pubblico allo sviluppo, ma questa scelta sta provocando l’allontanamento di tutta l’Unione Europea dagli obiettivi continentali: mentre l’aiuto UE sale del 6,7%, infatti, l’Italia si conferma fanalino di coda dei paesi dell’Unione, addirittura dopo la Grecia che, invece, nonostante le difficoltà di bilancio continua a destinare lo 0,17% de Pil all’aiuto pubblico allo sviluppo. L’aiuto pubblico del nostro Paese in termini assoluti è pari a quello del Belgio e della Danimarca.
Il contributo dell’Italia nella comunità dei Paesi OCSE donatori scende dal 3,9 % del 2008 al 2,5% nel 2010 con una contrazione del suo contributo più forte a livello UE dal 6,7% al 4,4%. Ossia l’Italia contribuisce sempre meno allo sforzo collettivo per l’assistenza allo sviluppo.
Nonostante la crisi economica pochi sono i Paesi OCSE che hanno tagliato gli aiuti. Non il Portogallo e neppure gli Stati Uniti, che hanno aumentato gli stanziamenti rispettivamente del 31,5% e del 3,5%. I Paesi che hanno ridotto l’aiuto oltre l’Italia sono stati la Grecia, l’Irlanda e la Spagna, ma, a parte la Grecia, gli altri due Paesi destinano rispettivamente lo 0,53% e lo 0,43% del loro PIL all’aiuto pubblico allo sviluppo.
L’Italia è dunque il principale responsabile dell’affondamento della credibilità europea per la cooperazione allo sviluppo, nonostante gli sforzi di quei paesi UE che hanno incrementato la quota di aiuti e di quelli che, nonostante la crisi economica, hanno mantenuto i livelli degli anni precedenti. Rispetto a quanto l’Italia si era impegnata a fare a livello europeo nel 2005, infatti, mancano attualmente all’appello 5,4 miliardi di euro: il nostro Paese è responsabile del 43% dell’ammanco europeo rispetto all’obiettivo collettivo e contribuisce al mancato rispetto delle promesse del G8 di Gleneagles del 2005 per il 43%.
Di fronte a questa drammatica situazione, diventa essenziale – così come già affermato dall’OCSE – rendere maggiormente vincolante il sistema delle promesse fatte dai governi, chiedendo loro di sostenere tali impegni con piani specifici che garantiscano l’allocazione delle risorse promesse per l’aiuto pubblico allo sviluppo.
venerdì 1 aprile 2011
un grande comunicatore: papa Wojtyla
Questa mattina c'è stata una bella ed interessante giornata di studi sulla capacità comunicativa di papa Giovanni Paolo II, descritta in modo commovente ed esauriente dal dott. Navarro Valls, che è stato suo portavoce per tantissimi anni. E' stato molto bello quando ha spiegato come la capacità del papap di comunicare era di non tenere in considerazione i canali e gli strumenti della comunicazione. "Dominava la TV perchè semplicemente la ignorava!!". I suoi gesti, il tono della voce, l'accento, davano al contenuto una forza unica, ma soprattutto era grandioso nella comunicazione perchè era convinto della unicità e dignità di ogni persona, nella sua unica e irripetibile cappacità di capire il messaggio della verità. La forza della comunicazione risiede nell'adesione alla verità dell'uomo e della storia....e questo vale per tutti ed in ogni ambito!!!
giovedì 31 marzo 2011
Come evitare imbarazzo in un paese straniero
Il 70% dei viaggiatori business americani prendono abbagli sul modo di comportarsi quando fanno affari all’estero. È quanto emerge dal libro di Ann Marie Sabath, autrice di “101 ways to conduct business with charm and savy”, che rivela quanto è facile cadere in errore o commettere un fraintendimenti quando si interagisce con persone di cultura e tradizione diverse dalla propria. In un articolo di Usa Today del 30 Marzo vengono anticipati alcuni suggerimenti utili per viaggiatori americano all’estero, al fine di evitare imbarazzo o ‘gaffe’, tratti dall’esperienza di tanti viaggiatori e raccolti nella guida di Lonely Planet. Se siete in Francia non parlare di denaro durante i pranzi o le cene, così come se sete in Messico e vi apita di vedere qualcuno che mangia no mancate di dire ‘Provecho’, cioè buon appetito, anche se non lo conoscete, sarebbe considerato poco gentile. Se avete finito di bere la vostra bottiglia di vodka in Russia non dimenticatevi di metterla sul pavimento e non sul tavolo, sareste considerati maleducati. E guai, in Australia, a non offrire una bevuta gratis a ciascuno del tuo gruppo. Saranno contenti invece tutti gli amanti del cellulare quando viaggiano in Brasile, dove non è considerata maleducazione rispondere al vostro iphone anche durante una riunione, sarebbe visto come un gesto scorretto no rispondere anche se dovete interrompere la vostra conversazione o riunione.
mercoledì 30 marzo 2011
Roma, pronta ad accogliere i pellegrini per la beatificazione di papa Wojtyla
“Roma è pronta ad accogliere tutti”. Non ha paura monsignore Liberio Andreatta, vicepresidente della Opera Romana Pellegrinaggi, ad affermare, con orgoglio, che la macchina organizzativa ha pensato una “struttura modulare” per adattarsi ad accogliere qualsiasi numero pellegrini che vorranno partecipare al grande evento della beatificazione di papa Wojtyla il prossimo 1 Maggio a Roma. “Stiamo lavorando – ha precisato mons. Andreatta durante la conferenza stampa di presentazione della cerimonia - in straordinaria sinergia con le istituzioni del Comune e della Provincia di Roma per dare supporto a tutti i pellegrini che si recheranno nella capitale, non ci sono problemi. Possiamo contare sulle strutture ricettive di Roma, ma anche delle aree limitrofe e di tutta la regione”. Stanno pensando proprio a tutto i responsabili della organizzazione. Sono, infatti, stati firmati accordi con Treni Italia, Alitalia e Atac per fornire prezzi concordati ai pellegrini e dare loro un servizio di trasporto adeguato agli orari e alle diverse ‘location’ dell’evento. Saranno tre giorni densi di iniziative per conoscere la figura di questo straordinario pontefice. Il cardinale Agostino Vallini, vicario di Roma,aprirà le celebrazioni con una veglia il 30 aprile, al Circo massimo, alle ore 20.30. Il 1 Maggio alle ore 10.00 in Basilica san Pietro, presso l’altare della Confessione, la grande Messa di beatificazione presieduta da papa Benedetto XVI. Lunedì alle ore 10.30 in piazza san Pietro, la Messa di ringraziamento presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone, concluderà la tre-giorni. Ma non solo celebrazioni liturgiche. L’Opera Romana ha pensato anche una serie di altre iniziative per accompagnare i pellegrini che resteranno a Roma più giorni. Un itinerario ai luoghi romani visitati da Giovanni Paolo II, una ”notte bianca” delle chiese parrocchiali per poter pregare e visitarle anche di notte e tante altre iniziative organizzate dalle singole parrocchie e comunità religiose. Il “JPII Pass” è lo strumento che l’Opera Romana ha pensato di dare a tutti i pellegrini per poter usufruire dei servizi e degli eventi sparsi per il territorio della città. Al costo di 18 euro permetterà l’utilizzo di tutti i mezzi di trasporti pubblico della capitale e dell’open bus Roma Cristiana, di avere un “pack lunch” quotidiano, un kit informativo, un’assistenza sanitaria, un’audio guida alla Basilica di san Giovanni. “Abbiamo realizzato anche un accordo con gli albergatori di Roma e provincia – ha detto padre Cesare Atuire, amministratore delegato di ORP – in modo da evitare ogni possibile speculazione sui prezzi. La figura di papa Wojtyla, in tanti anni di pontificato, ha dato notevoli e concreti benefici anche al turismo e allo sviluppo della città e sarebbe del tutto inopportuno e vergognoso che ora coloro che ne hanno beneficiato facciano delle speculazioni”. Per ora sono previste 300-400.000 persone ma non è un dato definitivo, tantomeno negativo, “né minore di quello che ci aspettavamo”, ha precisato p. Cesare, perché la “previsione di 2 milioni era stata avanzata sulla base del conteggio delle persone che hanno raggiunto Roma nei giorni della morte e dei funerali di Wojtyla. Un periodo che è durato due settimane, dagli ultimi giorni della malattia fino all’elezione del nuovo Pontefice e che quindi è da intendersi come la somma complessiva dei pellegrini”. Come è accaduto per quei giorni, anche in vista della beatificazione sono internazionali le provenienze dei fedeli, anche se i polacchi e gli italiani la fanno da padroni. “Sono contento – ha concluso divertito p.Cesare – che parecchie conferme stiano arrivando anche da paesi africani e sudamericani, così in piazza san Pietro non ci saranno solo i volti bianchi degli europei e americani e la piazza sarà più colorata”. Non è mancata la sottolineatura sui costi di un tale evento, volutamente lasciato in mano alla diocesi di Roma e alla Città del Vaticano, che non hanno voluto pesare sulla casse dello Stato e degli enti pubblici, già duramente colpiti dalla crisi e dalla mala gestione. È stato calcolato un costo di circa 3-4 euro a persona e la presenza di alcuni sponsor privati garantirà la sostenibilità economica della macchina organizzativa. Il bilancio di tutto l’evento sarà reso presto pubblico per esigenze di trasparenza e controllo e il denaro in avanzo, se ce ne sarà, verrà donato al centro di accoglienza della Caritas di Roma che sta ristrutturando la mensa per i poveri. Infine altri due ulteriori segni di riconoscenza a questo grande pastore e uomo saranno la medaglia commemorativa e il francobollo dell’Istituto Poligrafico dello Stato, che realizzerà l’annullo il 1 maggio in piazza s. Pietro e in contemporanea in tante altre piazze delle città italiane.
lunedì 28 marzo 2011
siamo sempre controllati sui nostri cellulari
Controllati ovunque, volenti o no. è questa la tragica scoperta fattada un membre del partito dei verdi tedeschi, come riferisce in prima pagina Herald Tribue di oggi. Ha scoperto di essere stato controllato dalla Deutche Telekom ogni 7 minuti cerca, in ogni suo spostamento, anche se non aveva mia aderito a Foursquare o Google latitude o simili programmi di localizzazione. Morale della favola....il nostro cellulare ci fa 'rintracciare' in ogni spostamento, consapevoli oppure no!L'unica soluzione sembra quella si..spegnerlo!!
mappa molto interessante
Ho scoperto questa mappa interessante fatta da Repubblica sul ruolo dei social media nella rivolta dei paesi arabi del maghreb.http://static.repubblica.it/repubblica/esteri/social-network/index.html
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